Le Marche ti accoglieranno con i suoi sapori, con la
spontaneità della sua gente, con i suoi parchi,
e le sue riserve naturali.

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Se ti stai chiedendo cosa c'è da vedere nelle Marche, quali sono i prodotti tipici più particolari e prelibati, quali sono gli eventi folkloristici più suggestivi, i luoghi più incontaminati, o se semplicemente vuoi sapere qualche curiosità su questa regione... sei nel posto giusto !

Cultura

La Storia delle Marche

Antichissimamente il territorio in cui press'a poco si trova ora la regione Marche.. non esisteva.

Parliamo di decine di migliaia di anni fa, intendiamoci. Infatti esso fu l'ultimo a comparire: uscì dal mare (o meglio fu il mare che a poco a poco si ritirò), e fu così che la figura dell'Italia (la bella forma dello stivale nota a tutti) venne finalmente completata.

La nostra storia comincia al Monte Conero...o meglio le testimonianze più antiche riguardano questo luogo, (giacimento archeologico del Paleolitico inferiore).

La preistoria (età della pietra, del bronzo e del ferro) ha lasciato numerose testimonianze ci civiltà nella regione che ci accingiamo a conoscere. Gli scavi fatti sul terreno hanno riportato alla luce armi, vasi, utensili e ornamenti che ora si possono ammirare al museo archeologico di Ancona, Pesaro e di Ascoli Piceno.

I primissimi Marchigiani erano un popolo di cacciatori che abitavano in grotte naturali.

Dopo l'ultima glaciazione, nel 5000 a.C. circa, le popolazioni iniziarono a coltivare la terra ed allevare bestiame; sapevano navigare a vista e questo permise loro di iniziare la pesca.

Dall'età del bronzo gli insediamenti iniziano a raggiungere una maggiore consistenza che porterà alla nascita della "civiltà appenninica" con scambi verso l'Umbria e la Dalmazia; a questo periodo risalgono le più antiche sepolture ritrovate.

Il territorio delle Marche è legato all'Etruria dalla presenza delle necropoli a incinerazione di Pianello di Genga (fasi finali dell'età del Bronzo) e di Fermo (prima età del Ferro).

"Piceno" è il primo nome della nostra regione.

Picenum NumanaI Piceni hanno avuto origine da un gruppo di giovani sabini(1) che, per un rituale sacro, erano stati costretti a lasciare le loro terre(2). Questi giovani sarebbero stati accompagnati, nel loro viaggio alla ricerca di una nuova sede dove stabilirsi verso l'Adriatico, da un picchio, uccello sacro a Marte. Dal Picchio avrebbero preso il nome i Piceni e la nostra terra(3).

Secondo alcuni poeti romani il Picchio altro non sarebbe stato che il re latino, di origine sabina, Pico trasformato per vendetta dalla Maga Circe in un uccello che avrebbe preso il suo nome. Il rituale era quello della primavera sacra: per fare fronte alle gravi difficoltà che sopraggiungevano a seguito di guerre, carestie, pestilenze o aumenti di popolazione sproporzionate alle risorse della comunità, gli antichi usavano consacrare alle divinità, in questo caso a Marte, Dio dei campi e delle messi oltre che della guerra, tutti i nati della primavera sacra dell'anno successivo, che una volta diventati adulti dovevano emigrare verso
altre terre.

La comprensione della civiltà Picena, la prima vera e propria civiltà nelle Marche, ci rivela le nostre vere radici e l'essenza della nostra identità; il territorio marchigiano ha fatto sì che i Piceni si sviluppassero come abili agricoltori, allevatori e commercianti.

La fascia costiera pianeggiante, sulla quale si aprivano approdi alle foci dei fiumi e nei porti naturali come Ancona e Numana, era anche adatta alle coltivazioni di cereali; la fascia collinare, per le coltivazioni di cereali e viti, olivi e alberi da frutto; infine la zona montagnosa che offre pascoli per l'allevamento di bestiame e risorse naturali come il legname.

Marconi Umberto - Magica luce della sera

L'epoca Picena nelle Marche si può dividere in tre periodi:

Dall' IX all'VIII secolo a.C.

Gli abitanti sono posti in posizioni difese sulle alture, le abitazioni hanno la forma di capanna e le necropoli si trovano lungo le vie di comunicazione, distanti dall'abitato.

L'artigianato ed il commercio sono molto intensi sia via mare che via terra. La società è organizzata in tribù cui fa capo un componente con la qualifica di "guerriero"

Testa di guerrieroNello stesso periodo inizia la colonizzazione da parte della Grecia dell'Italia meridionale ed in Etruria le popolazioni in fase di espansione raggiungono Fermo.

Nel Lazio 753 a.C. viene fondata Roma.

Dal VII al V secolo a.C.

Cominciano a formarsi villaggi più grandi dove risiedono gli aristocratici, cavalieri e plebe, le comunità sono governate da principi ricchissimi, ed anche il rituale funerario diventa più sontuoso.


Tesoro della ReginaDal IV al III secolo a.C.

I Galli Senoni che già avevano occupato i territori piceni da nord, si impadroniscono delle attività commerciali fino al 380 a.C. quando dichiarano Ancona loro colonia.

La civiltà Picena ebbe una lunghissima durata, dal IX al III secolo a.C. cioè fino a quando il territorio fu conquistato dai Romani.

Ma questa è già la seconda parte della nostra storia delle Marche....

 

Note:

(1) I Sabini erano un popolo di pastori che abitavano le zone interne dell'Italia centrale. Poiché abitavano in una zona importantissima, in quanto era attraversata da tutte le vie che congiungevano il Mare Tirreno al Mare Adriatico, divennero molto ricchi e potenti. Di origine Sabina erano stati i primi Re di Roma e dai Sabini gli storici di età romana fanno discendere tanti popoli italici oltre che Piceni, ad esempio i Sanniti, gli Irpini ed i Lucani.

(2) L'origine sabina dei Piceni è riconosciuta in modo concorde dalla storiografia antica. Orti sunt a Sabinis voto vere sacro: così Plinio (Naturalis Historia, 3.18.110) definisce l'origine dei Piceni in seguito al "voto di una primavera sacra" (12). Le notizie fornite da Plinio sull'origine dei Piceni trovano conferma anche in Strabone (Geografia, 5. 3. I), pur senza un chiaro riferimento al ver sacrum: "I Sabini sono un popolo antichissimo e autoctono; sono loro coloni i Picentini e i Sanniti, di cui sono coloni i Lucani, dei quali sono, a loro volta, coloni i Brettii". E in un altro passo: "Oltre le città degli Umbri, tra Rimini e Ancona, si estende la zona picentina. I Picentini sono emigrati dalla Sabina sotto la guida di un picchio che avrebbe mostrato la strada ai primi capi; da questo fatto essi derivano il nome, in quanto chiamano questo uccello, che per loro è sacro a Marte, picus (Geografia, 5.4.2).

(3) La tradizione di Plinio e Strabone, a proposito dell'origine sabina dei Piceni, viene confermata anche dall'opera di M. Verrio Flacco, del I secolo d.C., la cui epitome, curata da S. Pompeo Festo nel II o III secolo d.C., venne compendiata nell'VIII secolo d.C. da Paolo Diacono: "La regione picena, nella quale è compresa Ascoli, viene così chiamata perché, quando i Sabini partirono verso Ascoli, sul loro vessillo era un picchio" (Paul. Fest., p. 235 Lindsay, s.v. Picena regio). Un esplicito riferimento al ver sacrum si trova anche in uno scolio alle Etymologiae di Isidoro di Siviglia: "La regione picena, dove è compresa Ascoli, viene così chiamata dai Sabini perché, quando i nati nella primavera sacra partirono verso Ascoli, sul loro vessillo era un picchio" (Glossaria Latina, vol. IV, p. 320 Lindsay, s.v. Picena regio).

«Le fonti latine (Plinio e Festo-Paolo Diacono, entrambi dipendenti con molta verosimiglianza dal testo di Verrio Fiacco, che Plinio ricorda tra gli scritti impiegati per la compilazione della propria opera) e quelle greche (Strabone, che omette di menzionare la tradizione italica del ver sacrum) sostengono che il picus fu l'animale totemico seguito dai Piceni. La scelta del picchio non è priva di significato nel panorama religioso dell'Italia preromana: il picus Martius, sacro a Marte nella tradizione latina (il Piceno era detto presso i popoli osco-umbri agre piquier Martier, agro del Pico Marzio), è usato nelle pratiche della disciplina augurale, che si proponeva di sondare la volontà divina interpretando il volo degli uccelli. Di grande interesse in relazione all'origo dei Piceni è poi una notizia di M. Terenzio Varrone, il grande erudito di origine sabina, riportata dallo storico greco Dionigi di Alicarnasso (1. 14. 5-6), che sosteneva come nel santuario di Marte a Tiora Matiena, centro religioso di antichissima origine della stirpe sabina, un picchio appollaiato su un palo fornisse responsi oracolari. Di conseguenza G. Colonna ha ipotizzato, nonostante il silenzio delle fonti in proposito, che il ver sacrum dei Piceni possa essere partito proprio da Tiora Matiena. Tale santuario, ignoto archeologicamente, andrebbe ricercato nel cuore della Sabina interna, sulla dorsale appenninica, se è valida una vecchia intuizione di F. Ribezzo che ne voleva il nome conservato nella località di Teora, nei pressi di Amiterno (attuale provincia dell'Aquila). In questa prospettiva il ver sacrum dei Piceni potrebbe avere seguito l'itinerario naturale che dalla montagna aquilana, attraverso Montereale e Amatrice, si dirige ad Ascoli: questa è infatti ritenuta la località di arrivo della mitica migrazione da una tradizione che, per essere riportata da Festo e dallo scolio di Isidoro, risale almeno a Verrio Flacco. Ascoli veniva pertanto considerata il centro principale della nuova popolazione (caput gentis), destinato a conservare a lungo questa caratteristica».